Malbianco

Data: 24-11-2012 (21:00)

Luogo: Teatro Cantiere Florida (Firenze)

Compagnia Simona Bucci in

Malbianco

Prima assoluta

direzione artistica: Simona Bucci
di e con: Carmelo Scarcella e Frida Vannini
produzione: Compagnia Simona Bucci
direzione organizzativa: Marika Errigo
promozione: Ilaria Baldo
con il contributo di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dip. Dello Spettacolo dal Vivo
Regione Toscana

Dopo l’anteprima del 17 ottobre al Teatro dei Concordi di Roccastrada, sabato 24 novembre alle 21.00 al Teatro Cantiere Florida di Firenze la Compagnia Simona Bucci presenta in prima nazionale Malbianco, spettacolo liberamente ispirato al romanzo Cecità di Josè Saramago. Nel libro, i personaggi sono affetti progressivamente da una cecità “bianca”, che non ha causa nota ma che assume un significato altro che rimanda alla condizione dell’esistenza umana e stimola a riflettere sulla realtà sociale, sentita come dolore sordo, cupo, inquietante. Nel romanzo il mal-bianco, la cecità del cuore è una luce bianca che si accende. Una luce illuminante il baratro delle passioni, costantemente costruite e trasformate dalla possibilità/impossibilità di soddisfare i nostri bisogni, le nostre aspirazioni. Una luce bianca, come un mare lattiginoso, allappante, che sommerge indistintamente tutti, rendendoci uguali. Nel progetto coreografico l’intento non è quello di prendere in esame il mondo dei non vedenti, ma questa particolare condizione viene usata come elemento scatenante, come metafora per raccontare meccanismi psicologici di indifferenza e sopruso. Nel duetto si indaga come l’uomo, posto in condizioni e situazioni di estremo disagio, modifichi la sua attitudine alla vita scoprendo in sé sfumature mai considerate e come il suo comportamento possa talvolta diventare, in questi casi, abbietto e crudele, perdendo ogni parvenza di socialità, di comunione relazionale, di pietas nei confronti dell’altro e di trasformarsi in una belva furente che uccide per il cibo, per la riproduzione, in un regime di potere basato sulla semplice legge del più forte sul più debole. Sulla scena, un uomo e una donna inseriti nella dimensione del quotidiano sono colti da un’improvvisa cecità che, se in principio si manifesta solamente a livello fisico, va man mano espandendosi fino a contagiare, contaminare lo spirito in modo più sottile. Il biancore cancella metaforicamente tutto e su questa tabula rasa è possibile scrivere nuove regole, costruire nuove dinamiche relazionali basate su dettami e valori diversi.

ingresso € 15/12