Solo Goldberg improvisation

Data: 08-03-2012 (21:15)

Luogo: Corso Matteotti, 151 – Borgo San Lorenzo (FI) – Teatro Giotto

 

Compagnia Virgilio Sieni

Solo Goldberg improvisation

ideazione e interpretazione Virgilio Sieni
musiche J.S. Bach, Variazioni Goldberg
musiche Diego Maccagnola (2001-2007), Andrea Bacchetti (2008), Riccardo Cecchetti (2009-2010-2011)
luci Marco Santambrogio

Non vi è percorso nelle Variazioni Goldberg di Bach. Allo stesso tempo uso il termine improvisation per definire questo lavoro non fondato sull’improvvisazione ma sul riconoscimento e il rinnovamento. Certo, improvviso. Mi lascio cogliere da quella che non è mai una sorpresa ma un divenir impercettibile nell’atto dell’esserci. Spoglio il corpo, o almeno tento di spogliare il corpo di quelle pratiche che comunque appaiono nel segno della danza, e nel canone sacro della musica finalizzata alla costruzione di una città aurea, vero sogno, vera realtà. Sbrandello con rigore il corpo, fissandomi con fatica e dolore tutte le volte, così come con leggerezza e voglia di attraversamento (di essere attraversati da qualcos’altro) sul senso di sparizione: muoversi per sparire, far pesare il corpo per lasciare solo orme e tracce. Penso che le Variazioni Goldberg non siano un invito alla danza, ma un atto di riflessione e introspezione dove niente appare se non un corpo “spellato”. Ecco che questo lavoro mi appare come un manifesto, qualcosa di più di un vocabolario di percorso, un atto sulle debolezze, le imperfezioni, lo sforzo, le pieghe e le polveri, qualcosa che vuol trapassare il corpo per donarsi alla figura, qualcosa che rende il corpo pagliaccio tragicomico dell’oggi.

“La potenza comunicativa della traccia evanescente, eppure visibile, lasciata nello spazio da un danzare in cui la scomposizione frastagliata del moto è zoomata dinamica sul dettaglio espressivo delle parti del corpo appartiene a Solo Goldberg Improvisation di Virgilio Sieni. Frequentate da Sieni fin dal 1987, le Variazioni Goldberg di bach ritornato negli anni a incitare, nell’artista che muta con il tempo, dialoghi altri, sensibili a ciò che i diversi luoghi, pubblico e situazioni provocano nella reazione tra partitura, movimento e persona. è una danza che canta nel farsi improvvisativi di un gesto in cui le mani, i piedi, i muscoli della schiena, gli scatti dello sterno, gli spostamenti del collo si insinuano nello spazio con brillantezza e sudore. Eseguite al piano da Diego Maccagnola, le variazione sono per Sieni materia vitale da cui trarre una danza che è rivelazione denudata dall’atto creativo, esposto nella complicità aperta all’humor di virtuosismo, stanchezza, impulso istantaneo.”

Francesca Pedroni

“Sieni, nel suo assolo, si presenta in pantaloni e casacca neri. Entra ed esce dalla performance ad ogni variazione, quasi fossero round di un match che il danzatore conduce con la musica. E il suo segno gestuale ti cattura, ti ipnotizza, ti trascina in un universo di movimenti angolari, acuti, giri rapidissimi, cadute, come se all’improvviso il corpo si disarticolasse. Ha uno sguardo luciferino, canticchia la musica, come se volesse restare distante dal coinvolgimento esecutivo. Finita ogni variazione prende fiato, si guarda intorno, si prepara alla successiva e dà il via al pianista. Poi cambia e cambia registro, nella danza entrano piccoli elementi di realismo. Che aumentano ancor più per portarci quasi sul terreno del teatrodanza nel terzo pannello ( qui la camicia è rossa) quando addirittura chiama due ragazzi dalla sala e improvvisa scenette danzate con loro”

Sergio Trombetta

Compagnia Virgilio Sieni
in collaborazione con
Fondazione Teatro A. Ponchielli Cremona
Festival Oriente Occidente