Sheliak

Data: 04-02-2012 (h21:00)

Luogo: via Mazzini, 101 – Grosseto,  Teatro degli Industri


Compagnia Simona Bucci

presenta

Compagnia Dergah Danza Teatro

Sheliak
primo studio verso Orfeo ed Euridice (creazione 2011)

coreografia Giovanni Di Cicco
con Filippo Bandiera, Giovanni Di Cicco, Milena Fois, Francesca Zaccaria
musiche originali Stefano Cabrera, ed inoltre brani di Claudio Monteverdi, Christoph W. Gluck, Jacques Offembach
scene Paolo Giacchero
luci Aldo Mantovani
direttore di scena Fabrizio De Sanctis

Oh vieni, e va. Quasi ancor bambina, compi
per un attimo ancora la figura della danza
nella costellazione pura d’una delle danze
in cui la natura nel suo opaco ordinamento
caduchi possiamo superare. (…)

(…) Ciò che ti consuma diventa forza per questo nutrimento.
Nella metamorfosi entra ed esci.
Qual è in te l’esperienza più dolente?
Se ti è amaro il bere, diventa vino.
(…)

Rainer Maria Rilke
I sonetti a Orfeo

Il lavoro trae libera ispirazione dal mito di Orfeo.
La storia, nelle sue varie versioni, è legata soprattutto,
alla tragica vicenda d’amore che vede Orfeo sposarsi ad Euridice,
restare orfano di questo amore per la perdita improvvisa dell’amata
che, per sfuggire le attenzioni di Aristeo, muore uccisa dal morso di un serpente.
Orfeo decide allora di dar voce al suo grido suonando il suo strumento, la lira,
per incantare Caronte, scendere a gli inferi e ritrovare l’amata.
Da qui, si leggono diverse versioni conclusive della storia, fino ad una più drammatica e commovente, che vede Orfeo dopo aver ritrovato e perso nuovamente il viso dell’amata, morire ucciso dal suo stesso rifiuto, la testa separata dal corpo, seppelliti in diversi luoghi e il suo strumento infisso nel cielo a formare la costellazione della LIRA.

SHELIAK (dall’arabo ARPA, stella tripla della costellazione della Lira)
primo studio verso Orfeo ed Euridice, s’ inoltra nel mito senza trascriverne un percorso analitico, ma attraversando la storia nel susseguirsi della sua simbologia, gustando comprensione/incomprensione altra di un lungo pellegrinaggio..
Tutto è lontananza e in nessun luogo è il cerchio chiuso.
In scena la coppia, il maschile e femminile, la presenza di Aristeo/Caronte cane ansante, la figura muta che traccia le fila del ricordo.
La danza è presenza umana, libera il racconto di una sensazione tattile, irruenta, semplice e feroce, che attraversa l’oscurità e la bellezza, che combatte nella dinamicità e nell’abbandono di un ordine, che si misura con il desiderio di un calore infuocato..
Sconosciuto resterà il luogo del nuovo incontro..Orfeo a giocare con la sua testa ed Euridice a cancellare la sua immagine liberata.
Sconosciuto resta qui il luogo della paura.
Nello sguardo la nostalgia del ritorno ricorda che la gioia è senza domanda, l’intimità senza speranza..
Senza scopo, la motivazione è ritrovare questa intimità e questo “ non bisogno”.

La tessitura musicale per questo viaggio è in parte composta dalle musiche originali di Stefano Cabrera accanto a frammenti di Christoph W. Gluck, Jacques Offembach, Claudio Monteverdi.

Produzione Compagnia Dergah Danza Teatro
in collaborazione con
Teatro dell’Archivolto, Eidomedia (Genova), Comune di Cagli

Compagnia Dergah Danza Teatro
direzione artistica Giovanni Di Cicco
residenza coreografica Teatro dell’Archivolto, Genova.