Indagini di un cane (secondo studio)

Data: 04-02-2012 (h21:00)
Data: 05-02-2012 (h21:00)
Luogo: via G. Donizetti, 58 – Scandicci (FI),  Teatro Studio

 

CAB 008/Letizia Renzini e Marina Giovannini

presenta

Indagini di un cane
(MISURA – secondo studio su “Indagini di un Cane” di F. Kafka)

Misura decimale. La misura è colma! Lo sovrasti di una misura. Riprendiamo dalla seconda misura e arriviamo fino in fondo. Bevete con misura!

Partendo dal racconto di Kafka “Indagini di un cane” si riflette sulla distanza tra gli esseri e le cose, tra le forme e lo spazio. In misure dividiamo la musica come la danza, cercando una lingua che legga la nostra distanza. Misurare come una caparbia tendenza all’armonia.
Nello spazio scenico si crea una composizione di immagini, gesti e suoni che si concerta attraverso moduli, campioni, sampler: esercizi di misura collettiva, tentativi di armonia del corpo multiplo.

MISURA (CANONE)
VEDERE E FARE ERANO LO STESSO

Primo passo verso la costruzione del lavoro “Indagini di Un Cane”, ispirato all’Omonimo Racconto di Kafka, MISURA indaga il rapporto spaziale tra il sé e l’altro, tra lo spazio proprio e lo spazio collettivo.
Misurarsi con l’altro, osservare, ascoltare. Imitare. Valutare. Decidere. Scegliere.
I cani musicali di Kafka suggeriscono esercizi di misura collettiva, armonie del corpo multiplo.
Ma come si misura l’animale uomo (donna) con questa prospettiva canina?
Come si rapporta la mente con questa latenza? E l’animale? E il corpo?

Regia, Video, Live Mix, Letizia Renzini
Coreografia, danza Marina Giovannini
Tecnica audio Saverio Damiani
Tecnica video Avuelle

INDAGINI DI UN CANE

Dalla lettura di Indagini di un Cane di Kafka (1922) si è immaginato uno spettacolo multimediale che riflettesse formalmente e linguisticamente sull’idea del Modulo, e che da un punto di vista semantico usasse il modulo come forma base, come cellula primaria di una composizione multilinguistica.

In una composizione multimediale (danza, live music, live video, film, testo) liberata dalle questioni gerarchiche e dagli sviluppi drammaturgici tradizionali, intraprendiamo una ricerca verso l’armonia (possibile, impossibile) nei territori drammatici della relazione. La Relazione tra analisi e intenzione, la Relazione tra i corpi, dei corpi con lo spazio, tra corpo fisico e corpo digitale (attraverso i video e il suono).

Metaforicamente, la nostra riflessione verte sul rapporto tra il singolo e potere. Sulla distanza incolmabile tra intenzione individuale e attuazione collettiva.
Sul “ritardo” del singolo causato dall’inserimento nella collettività.
Cominciamo il percorso esplorando il concetto di Misura, forma base per la nostra composizione, e quello di latenza inteso come tempo dell’elaborazione. Digitale ed analogica, la latenza del corpo e quella della mente.