Per tre corpi forse – Resti lontani

Data: 9-12-2011 (ore 21:30)

Luogo: via del Platano, 2 – Livorno, LI – Centro Artistico Il Grattacielo


Amina Amici/Segni Particolari
presenta

Per tre corpi forse
un progetto di Amina Amici
coreografie Amina Amici
con Amina Amici ed Elisa Canessa
per tre corpi forse
prologue

un progetto di AMINA AMICI
coreografie di AMINA AMICI
musiche di BRUNO de FRANCESCHI
con AMINA AMICI e ELISA CANESSA

co-produzione
ASSOCIAZIONE SOSTA PALMIZI
TEATRO COMUNALE DI CASTIGLION FIORENTINO
CENTRO ARTISTICO IL GRATTACIELO
DANCE GALLERY
ROSAMUNDA

si ringrazia per il sostegno
l’Associazione Indisciplinarte

Il tema del mistero e della centralità della figura femminile Collegata a ciò che noi leggiamo di femminile nella natura
Le fasi lunari, lo studio della materia.
In prologue il sapore è quello di un disegno grafico caratterizzato da controllo, azione, implosione e rarefazione.
Due donne vicine una accanto all’altra in un tempo altro e sospeso, coscienti di ciò che vogliono e dei mezzi per ottenerlo; un oggetto, una possibilità o un potere cambiano a seconda delle mani in cui si trovano.

Due forze della natura confinate ai margini della vicenda, capaci di risolvere con le loro forze le situazioni in cui si vengono a trovare. Non imitano, non rappresentano, tolgono il velo; la materia, con sua elegante simmetria, le accoglie. La Terra
La loro affinità con la natura le rende forti e le loro forti radici le rendono anche ottime combattenti.
Le loro presenze e vite diventano spunto di analisi dei sentimenti dell’interiorità umana; l’interiore è svelato per essere messo a nudo al suo esterno.
Connesse in un sentire.
Caos e Comunanza.
Un evento misterioso, tre corpi forse.

Resti lontani
coreografie Amina Amici

con AMINA AMICI
musiche originali di  BRUNO de FRANCESCHI, AUTORI VARI
disegno luci MARCO OLIANI
scenografie e costumi A CURA DELLA COMPAGNIA
collaborazioni esterne COSTANZA AMICI, PARTIZIA BECCHETTI, ANTONELLO TURCHETTI
responsabile organizzazione CHIARA BAGALA’
co-produzione DANCE GALLERY, ROSAMUNDA, OFFICINA DINAMO
con il sostegno di ASSOCIAZIONE SOSTA PALMIZI

Una terra desolata.
Una donna è già lì.
Caldo e polvere.
Passa un autobus.
Scende un’altra donna.
Due straniere. Straniere una all’altra.
Nessuna appartenenza.
Ognuna, come un nomade, ha già fatto di quella terra senza vita il proprio luogo.
Anche laddove non c’è nulla da contendersi vengono tracciati confini.
Una guerra inattesa in cui ognuno ha armato il territorio per difendere la propria identità e marcare la distanza dall’altro.
“Tra lo straniero e lo straniero vi è uno spazio delimitato dalla vertigine alla quale entrambi soccombono”.
“Dentro e fuori”.
Il tempo di fissarsi negli occhi:
“Ma, chi sei tu? persona somigliante, estranea insieme”.

Ispirata dalla poesia di Giancarlo Majorino “andavamo tutti come fosse un’emigarzione”
andavamo tutti come fosse un’emigrazione
chi per acqua chi per terra, allarmati
notammo che un leone ci oltrepassava
ma era come quando nella tundra incendiata
fuggivamo insieme felini e prede uccelli e serpi”
”occorreva, altro corpo! snello basso e tozzo su quattro sciolte zampe
quasi una lotta di molte zampe gambe”
“cosa preoccupava il rinoceronte con intorno il vuoto?”
”andava come l’acqua un’acqua umana
e animale a non si sa che pozzo tentando
abbandonando non si sa che male

Giancarlo Majorino

Mi sento un animale ma vivo come un uomo
Appartengo alla mia specie ma non dimentico
Nell’urgenza di questo tempo una riconciliazione illuminata è necessaria
Desidero l’intelligenza animale non rinuncio al grande dono del pensiero
Vorrei farne alte consegne vorrei che tutti gli uomini potessero farlo
Stupidità da dove chissà davvero si genera
Di pelle chiara son rivestita
Catena dell’evoluzione è inscritta nel mio corpo
E’ sugli alberi che riposa
Schietta e libera il suo manto di un nero così lucido emana riflessi blu
I suoi occhi di un giallo-arancio acceso
Il tempo di fissarsi negli occhi
Somigliante estraneo insieme
Sarebbe bello se ci fosse più cura
Amore nella voce nell’indaco del cielo terso
Mio cuore mio polmone amo te che di note mi rivesti
Non vi è confine tra pelle mia e tua tua e mia
Bocca mia unita alla tua
Amo te che gioia mi dai ossigeni il mio sangue e cangi i miei occhi
Di luce mutante sfumate son le ore del giorno e della notte
Nella foresta vi è silenzio vivo di chi la abita noi abituati al ticchettio degli orologi
Al silenzio dell’amore che troppe parole non vuole
Ma sentire
Musica produce corpo in movimento
Trascurate al mio cuore non si può dire
Amina Amici

L’Associazione Culturale Segni Particolari nasce nel 2008 per sostenere e promuovere la danza.

L’incontro artistico di Amina Amici, danzatrice e coreografa umbra, con il musicista e compositore Bruno de Franceschi segna   l’inizio di una collaborazione   che porta alla   fondazione dell’Associazione e Compagnia AMINA AMICI/SEGNI PARTICOLARI.

Dall’aprile 2010 si unisce in maniera stabile Chiara Bagalà per curare l’organizzazione dell’Associazione.

Mossa dall’idea di operare nell’ambito delle circostanze, delle idee, dei pensieri e dei comportamenti, sempre attraverso itinerari diversificati nel segno e nel linguaggio, attualmente l’Associazione opera anche nell’ambito della cultura contemporanea, dell’arte e dello spettacolo, spaziando nella musica e nel teatro.

Uno degli intenti fondamentali dell’Associazione è quello di coinvolgere personalità provenienti da diverse esperienze‚ maturando un nucleo stabile‚ affine per storia e poetica.

Interpreti‚ autori e collaboratori‚ coinvolti nelle produzioni e nei progetti; giovani appassionati desiderosi di intraprendere un lavoro in questo ambiente dopo il conseguimento degli studi.

Per questi motivi Segni Particolari è attiva sul territorio regionale, nazionale e con sguardo oltre confini, da quasi tre anni con un’attività organizzativa e produttiva. In questi anni di lavoro e di crescita ha attivato diverse collaborazioni con musicisti, danzatori ed associazioni.