Due

Data: 25-11-2011 (a seguire)
Luogo: via Menini – Viareggio, LU – Teatro Jenco

Compagnia I.C.P. Il Corpopensante
Due
danza e coreografia: Laura Moro e Manuela Tessi
musica: Lorenzo Tomio
immagini: controlloZeta
tecnica e aiuto regia: Matteo Cusinato
regia: Laura Moro
un grazie speciale a: Francesca Foscarini, Art(h)emigra Satellite e all’Assessorato alla Cultura di Barco Mocenigo.

 

Insieme installazione video e spettacolo di danza contemporanea, DUE si sviluppa intorno al concetto di “concomitanza” o “compresenza”, discutendo e minando l’idea stessa di “opposti” all’interno di una serie di situazioni doppie o binomi i cui termini sono apparentemente e palesemente in opposizione.

La ricerca coreografica prende le mosse dalla rappresentazione di opposti partendo dal personaggio per giungere al puro gesto ed infine al corpo.
Un primo studio scandaglia, alla ricerca di Doppi e Duetti, l’immaginario collettivo dalla mitologia al cinema, ma anche la storia dello spettacolo (per esempio Odette e Odile del “Lago dei Cigni”, Dr. J. & Mr Hyde, Laurel & Hardy) e passa via, via, dal personaggio al gesto e con esso al contemporaneo e al quotidiano, con segni ed azioni opposti del repertorio gestuale  politico – sociale (il pugno e la mano tesa, il saluto militare e il gesto di vittoria…) ed emotivo (felice/triste).
Il tutto si traduce in una coreografia che scompone, analizzandola, la gestualità fino ad astrarla e giungendo così, all’ambito della pura forma e del colore: chiaro/scuro, vuoto/pieno, retto/curvo, grande/piccolo…

La prima parte dello spettacolo si allinea con l’idea di personaggio: i corpi sono ancora separati, successivamente invece, lo sviluppo che porta dalla figura umana al gesto, dà inizio ad  interazione e contatto tra le danzatrici.
Esse si muovono sulla scena come se i due corpi, divenuti puri strumenti, fossero uno solo: segni e movimenti vengono eseguiti da entrambe, ma non si tratta di un unisono perché l’elemento rappresentato è uno e singolo, non un doppio; come se la figura umana fosse una sola, quasi a suggerire che l’identità stessa è una sola, ogni singolo ha dentro di sé il proprio opposto o che forse l’opposto assoluto, esiste più come categoria, idea, necessità cognitiva, raramente, di fatto, nella realtà.

Il punto di partenza è il dipinto di Giorgione Doppio Ritratto, rappresentante uno
duo maschile, in realtà sembra trattarsi di un doppio autoritratto: per la critica, uno dei primi quadri dedicati all’uomo moderno, uomo che prende coscienza di una propria scissione interiore, la cui identità non è più “unica e certa”(…). Non a caso, all’interno di questa ricerca sui generi e le categorie, ci è parso interessante accostarlo ad un duo femminile, sulla scena.
Luca Sella e Davide Menegazzi, in arte ControlloZeta, hanno realizzato una carrellata di immagini, in origine doppie e quindi unite proprio in forza di questa caratteristica, divise per l’occasione e proiettate separatamente sullo schermo; si tratta di particolari doppi o ricorrenti, appartenenti al repertorio giorgionesco, al suo paesaggio, fatta eccezione per alcuni elementi in bianco e nero tratti dal materiale di scena.