Ritratto

Data: 13-11-2011 (20:00)
Data: 17-11-2011 (22:00)
Luogo: via Santa Maria, 23 – Firenze, FI – CANGO – Cantieri Goldonetta

JACOPO JENNA / RAMONA CAIA
Ritratto
Di Jacopo Jenna e Ramona Caia
Collaborazione e testi Carlo Cuppini
Video Editing e allestimento Andreas Bucovaz

 

Note sul Ritrarsi
di Carlo Cuppini

Il ritrarsi – dalla superficie, verso il profondo, nell’intimo – pone di fronte al palesarsi: ritrarsi, è farsi ritratto. Richiamo a sprofondare, cadere all’indietro, fuori dal fuoco della visione, ritrarsi dalla compagnia delle cose, restare con sé solo; e intanto trovarsi a diventare figura, che emerge, viene in superficie da lontananze inesplorate. Corpo lascia scia di figura, in un tempo-superficie che non gli pertiene. Dallo spazio al piano. Dalla persona nella sua esistenza, al video nel suo formato verticale. Elementi incommensurabili. La registrazione si insinua dove non dovrebbe, nel non afferrabile, come un paradosso; e apre una crepa che aumenta la divergenza tra opposti panorami: camminare sul crinale di ciò che non è raffrontabile, sotto il cielo dell’impossibile, verso destinazione ignota. Così si affonda mentre si affiora; dando conto di un movimento doppio che dilacera il tempo, il senso, e la sensazione. Il corpo affonda nel tempo dello sguardo che tende all’immobilità; gli occhi rimandano fuori dal quadro un ultimo ancoraggio all’aura smarritasi tra le cose. Contrassegni segreti dipinti sul volto, impercepibili, sono intenzioni di metamorfosi, affermazioni tese ad arginare la scomparsa. Oppure alfabeti cuneiformi, un’intera grammatica preistorica che il corpo esprime da sé: la schiena ha la sua cifra sillabica, ritmo inciso di vertebre, punti, linee, legamenti. Tra corpo-linguaggio e corpo-mistero; tra velocità e rallentamento; tra fuoco e fuori fuoco; tra apparizione e sparizione; tra ritrarsi e ritrarsi: un tempo che non appartiene a niente – non alla vita non all’immagine – e a nessuno.