Bach

Company Blu, nell’ambito di DINAMICHE SCOMPOSTE
presenta

Data: 26-11-2011 (21:30)
Luogo: via Gramsci 426, Sesto Fiorentino – Teatro Della Limonaia

Compagnia Mal Pelo – María Muñoz
Bach
Creazione e performance: María Muñoz
Musica: Clavicembalo ben temperato – Johan Sebastian Bach interpretato da Glenn Gould
Assistenti: Cristina Cervià e Leo Castro
Video: Núria Font
Luci: August Viladomat
Suono: Marc Paneque
Foto: Jordi Bover / Ferran Mateo
Organizzazione: Eduard Teixidor
Produzione: Mal Pelo.
With the collaboration of Teatro Real(Madrid) and Teatre Lliure (Barcelona)
Premiere in Espai Lliure de Barcelona, the 26th February 2004 in a first approximation and in its final version at TEMPORADA ALTA 2005-International Theatre Festival of Girona, the 19th November 2005.

Il discorso è tutto articolato dentro il corpo musicale dell’opera: il clavicembalo ben temperato di J. S. Bach. Maria Munoz si avvicina alla musica con passione e rispetto ma con un suo personalissimo approccio alterna ai preludi danzati sulla partitura della musica altre sezioni coreografiche dove la memoria delle composizioni dà  forma al silenzio.

CHE COSA DICE LA STAMPA
“adesso, sola, con Bach nello sfondo, Maria Munoz sembra lasciarsi andare (…) con I suoi caraatteristici movimenti sottili e precisi (…). Un pezzo intimo nel tono (…), che dimostra, ancora una volta, la maturità interpretative di questa co-fondatrice di Mal Pelo.”
Begogna Barrrera,  el Pais

“in bach le armonie musicali del Clavicembalo ben temperato sono trasformate in movimenti che sono delle vibrazioni emanate da esse, mentre la tanto lodata vitality di questa musica, trasporta Maria Munoz in un viaggio esplorativo di salti, marcati dal contrappunto ritmico delle sue scarpe allacciate, che battono sul pavimento. Le vibrazioni musicali non si fermano, e, quandi alla fine si ritrova esausta, ella non le rigetta: c’è una sola pausa, un leggero pensiero che tiene il pubblico sospeso, e – in una testarda ricerca del nostro piacere – ella continua a danzare.”
Barbara Raubert Nonell AVUI

“(…) con Bach , maria Munoz ci fa entrare nel suo laboratorio: possiamo vedere come crea le sue coreografie iniziando dal silenzio (e la Munoz è il potere del silenzio) che rende l’introduzione della musica ancora più eloquente. Possiamo vedere come questa ispira I movimenti fra la ripetizione e l’improvvisazione. Ci fa vedere come la Munoz ritorna al silenzio per ripensare Bach, oppure per riposarsi in una stanca mancanza di movimento, o in un movimento scomodo. Oppure ci fa vedere come il silenzio viene mantenuto mentre ella danza, dal momento  che la musica è stata già interiorizzata. Diversamente dal dipingere, vediamo come la coreografia è creata nel puro presente, insieme al tempo di cui si fa esperienza attraverso la musicac di Bach. Ciò che esce fuori da ciò è la Munoz che danza con una libertà e rigore che sono semplicemente eccitanti.”
Imma Merino, el punt.

“ in modo solido e con tenerezza che fa trasparire autenticità, la danzatrice spiega una gestualità che da tanto valore ad elementi tangibili quanto all’impalpabile, mentre ella riempie i silenzi con piccoli battiti, e conferisce una sublime presenza agli spazi vuoti, una personalità singolare e una densità che commuove sinceramente.”
Monte G. Otzet, El Periodico

“se dobbiamo riconoscere qualcosa di veramente speciale a Mal Pelo, è la loro coerenza e capacità di portare il mondo di altri creatori nel loro stesso terreno. Bach non è sfuggito a questo(…). La Munoz ricrea la giovialità e leggerezza formale delle note dello spartito come se il suo corpo fosse uno degli elementi del … la Munoz da mostra di una tecnica (ella la dispensa anche con la musica, a volte, in modo da prendere il suo posto) che, a dispetto dello sviluppo formale, riesce a mostrare la sua personalità, la sua espressività, la sua stanchezza, le sue particolarità e i suoi accenti.”
Joaquim Noguero, La Vanguardia

“L’immenso palcoscenico della Maria Aurelia Company Hall era intimidito davanti alla magnificenza della Munoz, senza dubbio una delle danzatrici più carismatiche della Spagna”
Carmen del Val, El Pais.